Salvatore Sinigaglia ai dreamers: “Chiedete consigli a chi ha più esperienza di voi. Vi apriranno dei mondi interi”
A Giffoni torna una vecchia conoscenza dell’Hub: Salvatore Sinigaglia, CEO di Blowhammer, azienda di abbigliamento di Nola ma dal respiro internazionale. Nati nel 2013, Blowhammer è ormai diventato un brand famoso anche grazie al suo innovativo modello di business improntato sull’uso di nuove tecnologie e sul digitale. Una mentorship che ha appassionato i giovani dreamers, pieni di domande verso un giovane sognatore che è riuscito, con un’idea e un bel po’ di iniziativa, a creare un colosso del fast fashion.
“Nel 2013, quando ci venne l’idea di creare Blowhammer a Nola – ha raccontato Sinigaglia – iniziammo con 300 euro, senza spalle coperte né aiuti. Oggi abbiamo un brand d’abbigliamento dall’approccio sostenibile, just in time (ovvero prodotto dopo l’acquisto, ndr), inclusivo, a basse emissioni, made in Italy e con una produzione interna. Quello di cui siamo soddisfatti è di aver portato la tecnologia in un mondo abbastanza tradizionale come quello dell’abbigliamento. Un mondo che direi vecchio, al quale noi abbiamo aggiunto una forte componente digitale e un uso massico dell’ecommerce”.
Sinigaglia parla del rapporto con il proprio prodotto: “Blowhammer è nata per risolvere delle esigenze. Il nostro prodotto è stato sin da subito il nostro marketing. Quando un prodotto, una t-shirt, diventa il tuo stesso contenuto e quindi la tua pubblicità. Inoltre non tocchiamo nessuna parte della filiera tradizionale della produzione. Facciamo tutto internamente, il che ci permette di risparmiare rispetto alle aziende tradizionali. Il mondo del fast fashion inquina in proporzioni inimaginabili”.
Gli errori, le esperienze, i tentativi: tutto porta a un’evoluzione naturale della propria idea. Un consiglio offerto da Sinigaglia ai giovani dreamers è stato proprio quello di… ascoltare i consigli. “Non sapevo a cosa servisse un advisors – ha detto ai ragazzi – Poi ho capito dopo aver ricevuto da loro un consiglio che ho scoperto essere prezioso. È stata una scelta che ci ha aperto dei mondi, quindi il mio di consiglio a voi ragazzi del Dream Team è quello di chiedere consigli, sempre, a persone che hanno guardato lontano prima di voi”.
Tante le domande rivolte al giovane imprenditore. Una alquanto tagliente alla quale il CEO di Blowhammer ha risposto in maniera aperta e sincera: “Perché non vesto Blowhammer? Dopo tanti anni di pubblicizzazione del brand, abbiamo raggiunto obiettivi enormi. Oggi posso dire di voler veicolare personalmente più il messaggio che le mie magliette. Ecosostenibilità, tecnologia, innovazione, un’impresa aperta e proiettata verso il futuro. Questi sono i valori in cui crediamo, ecco perché sono qui oggi a parlare con voi senza il mio prodotto”.
