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Valentino Magliaro, il veterano del Dream Team: "Il mio lavoro è portare a Giffoni i talenti che incontro nel mondo"

Un autentico veterano. Ad appena ventisette anni, Valentino Magliaro è già alla sua quarta partecipazione al Dream Team. Valentino è arrivato a Giffoni per la prima volta nel 2015 in veste di dreamer, candidandosi con una mail che diceva: “Ho un talento, ma non so ancora quale”. Da allora, Valentino ha vissuto un percorso di crescita umana e professionale che lo ha portato ad essere nominato Civic Leader per l’Italia all’interno della Obama Foundation. Nonostante i mille impegni, Valentino è tornato a Giffoni ogni anno, ricoprendo ruoli diversi all’interno del Dream Team: quest’anno è il tutor del gruppo che sta lavorando alla challenge di Fondazione Telethon.

In cosa consiste il tuo ruolo di tutor per il gruppo di Fondazione Telethon?

Il mio ruolo è stato quello di coordinare un gruppo di ragazzi fantastici al lavoro per un brief di Fondazione Telethon. Abbiamo fatto un lavoro molto bello, lavorando in un team internazionale con una designer tedesca che ha dato una forte impronta alla metodologia di lavoro sulla prototipizzazione. Ho cercato di farli lavorare sulle loro competenze singole, cercando di unire i punire i punti ed assegnare ad ognuno un importante obiettivo per raggiungere il risultato finale”.

Risultato raggiunto?

Abbiamo raggiunto un bellissimo risultato. Abbiamo definito un kit che è composto principalmente da uno zaino. Abbiamo creato un oggetto distintivo e riconoscibile che ha l’obiettivo di portare in tutte le scuole di Italia un kit di lavoro. Questo kit di lavoro è totalmente volto alla sensibilità, totalmente volto all’uguaglianza perché mette insieme elementi sia per chi ha disabilità sia per chi non ne ha. Il materiale principale dello zaino è stato stampato in 3D: anziché prevedere la classica apertura a moschettone abbiamo inserito un meccanismo di apertura semplificato, simile a quello dei portelloni degli aerei. Abbiamo stampato il logo in linguaggio braille, cosicché anche i non vedenti possano riconoscere lo zaino di Telethon. Abbiamo infine inserito elementi distintivi nella grafica, come le spirali del DNA, per trasferire immediatamente, anche in forma visiva, il messaggio di ciò che fa Telethon: ricerca sulle malattie genetiche. Questo lavoro fatto in 6 giorni ha prodotto qualcosa di meraviglioso e sono certo che Telethon apprezzerà.

Cosa ti ha lasciato quest’anno Next Generation?

La mia vita è cambiata ancora una volta. Sono una persona diversa rispetto a 4 anni fa. Ma sono diverso anche dalla persona venuta qui l’anno scorso, e so che ogni volta che vengo qui cresco un po’ in più. Trasferire anche solo l’1% delle mie competenze o del mio entusiasmo agli altri per me fa la differenza. Il mio obiettivo è portare qui a Giffoni, a contatto con l’Hub, i talenti che incontro durante tutto il resto dell’anno. È questo il mio lavoro. E se c’è un’opportunità di portarli qui e farli lavorare su dei brief di aziende che possano avere un forte impatto nella loro crescita, nel loro futuro, nel loro percorso, e a loro volta creare, grazie al lavoro fatto qui con Dream Team, di creare impatto nel mondo, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.