Sibilia in visita alla Ramiera: “Esportiamo il modello Dream Team nelle università”

“Alla fine degli otto giorni voglio la prova che questo lavoro ha funzionato bene, è incredibile che i ragazzi riescano a fare cose così belle in così poco tempo”. Dall’aula dove ogni giorno si riunisce il Dream Team, il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia esce sorpreso e soddisfatto. “Mi hanno spiegato – ha raccontato – il lavoro sulla dislessia che stanno facendo in collaborazione con l’ospedale Bambin Gesù di Roma, ma anche quello sul cyberbullismo, uno dei temi che sta affrontando il governo”. A colpirlo anche il progetto dello Space Dream Team sull’inquinamento ambientale: “Bella l’idea di far diventare un gioco, con lo storytelling, la questione della plastica che avvelena le acque – ha proseguito il sottosegretario – e, in generale, penso che siano dei traguardi interessanti ed è un modo di lavorare che dovrebbe essere esportato anche nelle università, portando ad esempio proprio il Dream Team”.

Da sinistra: Maura Sarno, Anna Bilotti, Carlo Sibilia, Francesca Fasolino e Orazio Maria Di Martino

Un accenno Sibilia lo ha fatto anche al programma di governo sui temi legati all’innovazione: “In questo campo stiamo lavorando da pochissimo ma una delle cose su cui abbiamo già messo le mani è la linea di programmazione sulle telecomunicazioni. Vogliamo lavorare sulla blockchain, una delle nuove tecnologie in via di diffusione, perciò sono convinto che questo sarà un governo orientato all’innovazione. Sapere che ci sono già delle realtà come il Dream Team ci conforta perché significa che dobbiamo semplicemente riportare quello che si fa qui su scala nazionale”. 

Ma oltre ai ragazzi del Dream Team, il sottosegretario – accompagnato dalla deputata Cinque Stelle Anna Bilotti e dall’assessore alle attività produttive del Comune di Avellino Maura Sarno – ha incontrato anche i ragazzi della Masterclass Green, e con loro si è confrontato sull’attualità (la questione migratoria) e sulle tematiche di ambiente (su tutte il problema dello smaltimento dei rifiuti) e innovazione. “Lo smartphone – ha continuato Sibilia – può essere uno strumento di isolamento o di partecipazione. Dobbiamo fare in modo che spinga alla partecipazione. Ma anche se gli strumenti tecnologici ci permettono di dire la nostra, dobbiamo avere una coscienza critica. Il futuro è nelle mani di una classe dirigente diffusa”.