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Nerd – Non è roba per donne?‘ E’ il progetto nato dalla collaborazione fra IBM Italia e il Dipartimento di Informatica dell’Università la Sapienza di Roma che ha l’obiettivo di avvicinare le ragazze all’informatica e alla programmazione, e che a Giffoni vede un Dream Team tutto al femminile. Le Dreamers sono pronte a raccogliere e vincere la sfida lanciata da Ibm. A guidare il gruppo il ventiquattrenne Ricky Celenta, laureato in economia e laureando in management strategico. “Ci ho messo 24 anni a diventare un Giffoners e ringrazio Giffoni Innovation Hub per avermi concesso l’onore di essere coach di questo team al femminile e occuparmi di un progetto così stimolante – ha detto – Si tratta del progetto Nerd di Ibm che ha lo scopo di avvicinare le ragazze all’informatica. L’Unione europea ci dice che entro il 2020 ci saranno oltre 800mila posti di lavoro nell’ ITC, ma all’interno di questo settore solo il 15% dei posti di lavoro è occupato da giovani donne. Alle Dreamers ho ripetuto che l’informatica non solo è accessibile, ma ha bisogno di loro e della loro capacità di ragionamento e di interpretazione del contesto sociale rispetto al quale la tecnologia diventa complementare“.

Qual è stato l’approccio delle ragazze del Dream Team?
All’inizio sono state titubanti nell’approccio all’artificial intelligence. Il nostro obiettivo è quello di realizzare una chatbot che si chiamerà Griffy 2.0. Una chatbot di Giffoni Experience che guiderà, a partire dall’anno prossimo, quanti vorranno visitare il Festivale e avere informazioni aggiuntive attraverso quella che è la user experience online del Giffoni Film Festival. Subito dopo il primo approccio la visione delle Dreamers è cambiata totalmente. Adesso sono consapevoli e non hanno più timori“.

Il primo obiettivo è stato raggiunto, qual è il passo successivo?
Non si tratta della realizzazione della chatbot, che è un mezzo per raggiungere l’obiettivo, ma di sfatare il mito dell’informatica che appartiene agli uomini. L’informatica appartiene a tutti coloro che vogliono lasciare la propria impronta nella creazione di un linguaggio che è ancora tutto da imparare“.

Da coach si sente il protagonista maschile di una sfida tutta al femminile?
Un onore per me. La leggenda metropolitana secondo cui le ragazze non riescono a lavorare in team è falsa. Il mio Dream Team sta dimostrando la capacità di lavorare insieme perseguendo un obiettivo comune per raggiungere il risultato. Tutte loro hanno voglia di mettersi in gioco e dimostrare che l’informatica non è maschile. Nonostante nessuna di loro abbia un background informatico, poiché si occupano di economia, scienze della comunicazione, psicologia, e non abbia competenze regresse, devo dire che sono molto brave. Si sono organizzate in sottogruppi coordinandosi step by step. Il progetto sta andando avanti attraverso la creatività propria del mondo femminile che va oltre la competenza tecnica“.