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Generazione Giffoni, lanciato l’osservatorio sulla Gen Z

Giffoni Experience è un luogo magico dove migliaia di ragazzi vivono insieme un’esperienza unica. Ma quali sono i gusti, gli atteggiamenti e le tendenze dei Giffoners? Il tutto è stato esplorato attraverso il progetto innovativo aseegnato ai Dreamers del team Generazione Giffoni. La sfida lanciata al Dream Team è stata quella di formulare un osservatorio sulla generazione presente a Giffoni (target 13-24 anni). Si è dapprima indagato sull’esperienza vissuta in sala dai giurati durante la proiezione dei film in concorso per catturarne i sentimenti, stati d’animo e i desideri. In seguito, si è fatto luce su cinque temi specifici: Save the Planet, Arte, Always Connected Life, Influencer e Moda, Rapporto col cibo.

Per realizzare l’Osservatorio le metodologie applicate sono state: Gamified Conversational Chatbot (per la survey in sala), l’utilizzo del design thinking per la definizione delle preorità di indagine, interviste sul campo e infine le interpretazioni simboliche associate a immagini e parole.
Il fine è stato quello di intercettare i gusti dei Giffoners, capire quali sono la percezione e l’atteggiamento che i giovani adottano rispetto agli stimoli provenienti dal mondo in cui vivono e proporre un nuovo modo di comunicare e veicolare i messaggi verso il target della Generazione Z.

Ad occuparsi del progetto lanciato da Giffoni Innovation Hub è l’innovation manager di Joint Innovation Hub, Elena Galletti:Vogliamo condividere con voi un osservatorio particolare su una generazione che qui a Giffoni ha una rappresentanza sicuramente notevole: la Generazione Z, ossia quella che si colloca come anno di nascita tra 1995 e 2004” ha affermato.
In questo percorso ha guidato i componenti del Dream Team selezionati da Giffoni Innovation Hub: Davide Mastricci, Doris De Rosa, Luca Velardi, Simone Piccolo, Alessia Di Palma, Francesca Tamburini, Francesco Posa e Serena Anzaldi.

Gli stereotipi per la Generazione Z che possiamo trovare abitualmente sono: nativi digitali, sempre connessi, influenzati da Instagram e dagli youtuber, informati sulle questioni ambientali e consapevoli dei rischi legati al cibo, pragmatici e poco fiduciosi nel futuro.
Come Dream Team – ha spiegato Galletti – abbiamo lanciato grazie a Giffoni Innovation Hub il nostro osservatorio con l’intento di trarre informazioni maggiori per comunicare al meglio con questa fascia generazionale. Lo abbiamo fatto calandoci nel mondo dei giurati del Film Festival delle categorie +13, +16 e +18. Con loro abbiamo vissuto l’esperienza dei film in sala e abbiamo svolto incontri face to face in Cittadella. Le parole emerse con maggiore forza in relazione ai tre personaggi fuori dagli stereotipi sono state: forza, coraggio, determinazione e fragilità che diventa consapevolezza del proprio sé. È emerso un particolare apprezzamento per i protagonisti che hanno manifestato libertà dai pregiudizi”.

Per confermare il mood generale i Dreamers sono ‘scesi in campo ’ ad intervistare i ragazzi.
Per quanto riguarda l’ambiente è emerso che c’è differenza di percezione tra i più giovani e i più grandi, dove i primi sembrano più informati. È emerso un atteggiamento di delega del problema al mondo adulto, ed alle istituzioni, con una scarsa individuazione delle soluzioni possibili. La scuola è stata individuata come il luogo in cui le attivazioni per le tematiche ambientali dovrebbero avere maggiore rilevanza.

Dall’ambiente alle mode e ai trend: dalle risposte date è emersa la contrarietà agli stereotipi, la moda è uno stile imposto mentre ai ragazzi della Generazione Z interessa avere un proprio stile, che sia unico. I ragazzi dichiarano di non essere omologati, ma in quello che ci hanno raccontato risultano molto simili nel modo in cui si rapportano col mondo degli adulti e di avere desiderio di rapportarsi con i coetanei piuttosto che con altre generazioni. Interessanti i fenomeni ASMR e SLIME che fanno pensare ad un allargamento dei sensi coinvolti nella comunicazione.

Sorprendenti i risultati derivati dall’esplorazione del ‘sempre connessi’ e degli influencer. Il rapporto che si instaura con loro è una ricerca di vicinanza con le persone e di relazioni di fiducia. L’essere connessi è legato al desiderio di costruire una società diversa rispetto a quella in cui sono calati. La Generazione Z rifiuta l’idea di essere influenzata. In loro c’è una fluidità nelle relazioni e nella sessualità che emerge in più interpretazioni di sé.
È stato interessante trovare elementi comuni tra lo stile di comunicazione di Greta Thunberg e i ritmi e toni tipici dei video ASMR e SLIME. Ne emerge un piacere generale per messaggi più bisbigliati e intimi piuttosto che gridati. Questo fa riflettere sul tipo di comunicazione da usare con questa generazione.
Riguardo l’arte è stato osservato che i ragazzi della Generazione Z vanno frequentemente ai musei. È emerso che il prezzo è uno dei fattori critici per l’accesso all’arte. Le instagram stories vengono maggiormente utilizzate per condividere le esperienze di mostre e musei. La maggior parte preferirebbe la presenza dispositivi interattivi che coinvolgano l’uso di altri sensi oltre la vista. In molti ritengono che si debba rivalutare l’arte in Italia.

A dare il proprio contributo al progetto Generazione Giffoni, soprattutto nell’ambito dell’interpretazione simbolica parole-immagini, è stata inoltre Giovanna Galletti di Labodif: “Il mio contributo al gruppo è stato quello di studiare le differenze di genere – ha dichiarato – smontare lo stereotipo facendo prima un’operazione di destrutturazione dello sguardo per mettere a fuoco cose nuove. Attraverso il lavoro fatto è stato possibile rompere lo stereotipo di questa generazione per valorizzare le caratteristiche che ha, è stato un po’ come posizionare la macchina da presa. Questa è una generazione che va esplorata valorizzando i due sessi poiché c’è sicuramente da scoprire molto“.